Barletta non è solo la città della Disfida medievale fra 13 cavalieri italiani e 13 cavalieri francesi, non è solo il luogo dove Giuseppe De Nittis (pittore impressionista) è nato ed in seguito diventato famoso grazie alla grandiosa città di Parigi, ma è anche un luogo ricco di chiese e palazzi patrizi che incanteranno per la loro grandiosità e bellezza il visitatore. Per dare un’idea di ciò che si troverà venendo a visitare la nostra città, vi descriveremo alcuni dei tantissimi luoghi dei vari itinerari turistici presenti.
Iniziamo per esempio con alcuni cenni riguardanti la chiesa di S. Giacomo Maggiore mentre per altri luoghi (vi assicuro che ce ne sono veramente tanti) bisogna solo venire sul posto e ammirare.
S. GIACOMO
Chiesa gotica a forma di Croce latina che nel tempo ha subito trasformazioni e restauri alterandone l’originaria struttura. Fu amministrata da monaci benedettini fino al 1400, in seguito forse a causa della peste del 1384 i monaci furono decimati e la chiesa passò ai chierici regolari. Ma l’esercizio delle funzioni parrocchiali iniziò solo dopo la peste del XVI secolo su diretta richiesta dei chierici di S. Maria. La chiesa è ricca di preziose reliquie alcune delle quali sono di grande venerazione.
ERACLIO
Detto anche Colosso di Barletta; statua alta 5 (cinque) metri ed è collocata nel cosiddetto “sedile del popolo” Le notizie su questo personaggio non sono precise, probabilmente rappresenta l’imperatore Valentiniano. E’ sicuramente la meraviglia di tutti coloro che visitano la città e la sua presenza e possanza non passano inosservate. I barlettani sono legatissimi ad Eraclio e lo considerano il simbolo della città. Infatti il suo nome è Eraclio ma sul posto lo chiamano simpaticamente “Arè” (forma dialettale).
S.SEPOLCRO
La basilica del S. Sepolcro e l’annessa domus hospitalis (antico albergo ) accoglievano i pellegrini diretti in Terrasanta. Monumento in stile gotico situato in un punto strategico in cui all’epoca delle Crociate, confluivano due strade una verso Canosa, antica potenza, l’altra verso Siponto,porto romano collegato alla via Francigena dei pellegrini.Chi passava di lì lasciava doni in moneta o possedimenti con la clausola di disporne liberamente in caso di non ritorno. Attualmente esistono reliquie e testimonianze inestimabili come per esempio il “Legno della Croce di Gesù” o “un’urnetta d’argento” che durante la Settimana Santa vengono portate in processione in orari differenti recando grande suggestione per i fedeli e non solo.
IL CASTELLO
Inizialmente era una rocca, costruita dai Normanni per difendere l’abitato, in seguito fu ampliato e fortificato. Infatti al tempo degli Svevi la forma quadrangolare del castello fu modificata con la costruzione di grandi bastioni su diretto disegno di Federico II e realizzato dal suo architetto Pietro d’Angincourt ,trasformando quella che in precedenza era una rocca a scopo difensivo in una reggia per la sua corte. Particolarmente interessanti sono i bastioni a forma di lancia poiché in ogni bastione vi sono imponenti “casematte” circolari con volta a calotta e foro centrale che al tempo fungeva da sfiatatoio per l’uscita del fumo prodotto dalle cannonate. Il loro diametro è di 16 (sedici) metri.
...“per ricordare con gratitudine il passato, vivere il presente, e aprirci con fiducia al futuro. (GIOVANNI PAOLO II)